A Gaeta, nella stradina degli artigiani di via Annunziata che conduce all’omonima chiesa, si trova Scirocco, bistrot dai freschi colori del mare. Ad accogliervi nell’intimità del locale, dove si mescolano l’essenzialità dei sapori mediterranei e la profumata eterogeneità dei gusti mediorientali, c’è Giorgia, proprietaria e chef. «Ho deciso di ricreare quell’atmosfera calda e confidenziale del locale israeliano in cui lavoravo a Londra, dove organizzavamo i festeggiamenti per le celebrazioni ebraiche. Era bellissimo il clima di familiarità che si creava!» dice Giorgia.
La storia di Scirocco parte dalla fine del viaggio di Giorgia all’interno della cultura israeliana e prosegue a Gaeta. Qui, la “cheffina” — come la chiama simpaticamente il suo collaboratore di sala — ha deciso di arricchire i piatti della tradizione gaetana con frizzanti tocchi mediorientali, senza stravolgerne il gusto originario. Scirocco, infatti, è una dedica ai suoi datori di lavoro israeliani che a Londra l’hanno accompagnata e sostenuta nella sua evoluzione professionale e personale, facendole scoprire i tesori culinari della loro cultura. In egual misura, è anche un omaggio alla cucina dei suoi genitori che l’hanno supportata in questo nuovo progetto. È così che questo melting pot di generi culinari ha dato vita a stuzzicanti ricette. Una di queste è una fragrante votapiatto di calamarelle, magistralmente eseguita come tradizione gaetana comanda, che si colora del caldo aroma della paprica. La vivace alternanza di consistenze, data dalla croccantezza dell’involucro esterno e dalla morbidezza che la calamarella conserva al suo interno, conferisce al piatto una spiccata saporosità che ben si accompagna alle note dolci e piccanti della paprica. Tipicamente mediorientale è, invece, la crema di ceci con il tahini — una crema di sesamo che Giorgia si fa arrivare direttamente dai suoi ex datori di lavoro, come anche le altre particolari spezie che usa — lavorata con limone, aglio e olio che fa da tappeto a una seppiolina scottata.
Fare la differenza è il motto di Giorgia, una differenza che consiste nell’offerta ricca ed esclusiva di piatti di pesce coerenti con i concetti di stagionalità e territorialità accostati a prodotti regionali, come la fresca proposta dell’antipasto con puntarelle, alici e stracciatella pugliese, o gli gnocchi con carciofi, volgole veraci e zafferano preparati con un’infusione di zafferano di Gaeta in un brodo di pesce a una temperatura di 60 gradi per sei ore.

A piatti più tradizionali si accostano quelli con influenze internazionali. Un esempio è il gambero in salsa cajun (cajun è la cucina tradizionale della Louisiana e del Texas importata dai canadesi francofoni che dall’Arcadia furono deportati nei due Stati) su una salsa di avocado e mango, o le polpettine di granchio giapponese. Il pesce si declina anche in fishburger, ma gourmet, fatto con nasello, maionese al lime, pomodoro scottato, insalata di radicchio, finocchio, spinacino e valeriana racchiusi in un panino rigorosamente creato da Giorgia.

La panificazione insieme alla pasticceria, infatti, sono i fiori all’occhiello di Giorgia che a Londra ha lavorato e si è specializzata proprio in queste due discipline. In entrambe riesce a toccare l’apice della fantasia e della sperimentazione che la cultura israeliana le ha insegnato. Le pietanze sono accompagnate da particolari pani fatti artigianalmente da lei (una chicca è la focaccina con i peperoni) e brioche come quella ai fichi, sesami, nocciole e semi di papavero. I dessert svettano nei piatti in un’architettura di forme e di sapori, giocando con le consistenze. Ne è un esempio la crème brulée dai colori del sole dedicata allo zafferano, con pere caramellizzate allo zafferano e caramella allo zafferano. O anche la più semplice “millefrappe” con crema inglese e frutti rossi che la cheffina consiglia di gustare con le mani.

Scirocco, inoltre, durante il pomeriggio si trasforma in una sala da tè dove poter sorseggiare preziose miscele di tè e tisane accompagnate da una appetitosa fetta di torta e confetture.

Insomna possiamo tranquillamente dire che da Scirocco è ufficialmente nata una nuova froniera di cucina fusion: la cucina israelo-gaetana.

