Il 25 marzo per molti può apparire un giorno come un altro, ma nei piccoli borghi come quello di Gaeta, questa festività sacra viene ricordata e festeggiata. Oggi, infatti, ricorre il giorno dell’Annunciazione del Signore, quando l’Arcangelo Gabriele annuncia a Maria la sua immacolata concezione. La ricorrenza cristiana cade precisamente nove mesi prima del 25 dicembre — giorno della nascita di Gesù —, ma se la data coincide con la settimana di Pasqua, o con una domenica di Quaresima, viene spostata.
A Gaeta, agli inizi del ‘900, la ricorrenza dell’Annunziata acquisì un valore spirituale e simbolico molto potente. Alla Madonna, posta nella chiesa della SS Annunziata, si rivolgevano le donne che non riuscivano ad avere figli. Secondo gli archivi storici dell’omonimo istituto di Gaeta vecchia, si registra che in quel periodo la chiesa si riempì di ex voto portati dalle donne che avevano visto ascoltata la loro preghiera. Molti di questi doni erano preziosi e di un valore storico importante, ma purtroppo andarono tutti persi, insieme agli arredi della chiesa, durante la guerra.
Per la maggior parte dei gaetani questa ricorrenza è andata dimenticata. I più attenti, però, avranno notato i venditori di torroni fermi con i loro banchi pieni di dolci prelibatezze in alcune vie di Gaeta. Una tradizione che riporta alla mente un’affettuosa consuetudine del secolo scorso, quando i mariti portavano in dono alle loro mogli la cupeta: il dorato croccante a forma di cuore fatto con zucchero e mandorle. Questo dolce ha una fattura e una preparazione molto più semplici del torrone tradizionale, e spesso il suo profumo allieta anche le feste natalizie.
La cupeta si prepara non solo al sud, ma anche al nord come in Valtellina e in Piemonte con delle piccole variazioni. Ad esempio, in Valtellina le forme di mandorle zuccherate vengono racchiuse tra due ostie; in Piemonte si usano invece le famose nocciole del posto. A Gaeta viene preparata facendo tostare le mandorle in una teglia, per poi metterle in una pentola con dello zucchero semolato. Si fanno amalgamare i due ingredienti a fuoco basso in modo tale da fondere lo zucchero insieme alle mandorle, senza farlo bruciare. Una volta che lo zucchero ha abbracciato in modo uniforme tutta la frutta secca e ha raggiunto una colorazione candida, la cupeta è pronta per essere messa su una spianatoia tra due fogli di carta da cucina. Quando si è raffreddata si può tagliare in pezzi di piccole dimensioni e adagiarli su foglie di limone che doneranno al croccante un delizioso aroma di agrume.

