Riunirsi per condividere un nuovo inizio, in un periodo dove sembra che tutto debba finire, ha un valore unico. Lo sa bene Giorgia, chef e proprietaria di Scirocco Bistrot che, dopo un breve periodo di pausa, cadenzato da una vacanza alla scoperta dei sapori della Sicilia con il suo braccio destro Simona, è tornata nella sua Gaeta più carica e motivata che mai per presentare le sue nuove creazioni. Ho avuto l’onore di assaggiarle in anteprima per voi durante la presentazione del nuovo menù invernale e, naturalmente, non posso non condividere l’esperienza sensoriale a cui ho preso parte. Quindi, alziamo il sipario, si va in scena!
Gli antipasti di Scirocco Bistrot
Si inizia con i panificati home made di Giorgia, da sempre protagonisti della tavola di Scirocco. Per iniziare a ingolosire il palato ci sono state offerte le immancabili pite, ricordo della sua esperienza nel ristorante ebraico a Londra, la soffice focaccia e un panino con carote e avena, una vera chicca! Accanto, una salsa piccante irresistibile.

Signore e signori, Monsieur le Baccalà!
Le papille bramose non hanno atteso molto per gustare il primo dei cinque antipasti: il baccalà in tempura con zucca mantovana, sormontato da riccioli di radicchio in agrodolce e striature di miele agrumato prodotto a Minturno. Uno scrigno di pastella impalpabile nasconde uno scioglievole cubo di baccalà che si fa conturbante grazie alle note dolci e acetiche che contrastano a perfezione e spingono sulla delicatezza del pesce. Tra i numerosi ristoranti a Gaeta di pesce, Scirocco rientra sicuramente tra quelli che lavorano le materie prime nel pieno rispetto della loro essenza.

Alice va in Turchia
Gli avventori di Scirocco Bistrot sanno quanto Giorgia ami sconvolgere con delicata audacia i prodotti del territorio utilizzando ingredienti provenienti da terre lontane. Beh, l’ha fatto di nuovo con i panzarotti di alici su crema di zucchine, besciamella al pecorino, pepe e urfa biber, un peperoncino affumicato proveniente dalla Turchia. Nel complesso, il piatto è davvero gradevole e stuzzicante, tanto che lo inserirei nella categoria comfort food, come le polpette di alici che vi fa la nonna ma con il fascino “esotico” del peperoncino turco e del limone in salamoia.

Il calamaretto conteso
Eh già, con il calamaretto su cavolo nero, feta e chorizo c’è in corso un contenzioso: Grecia o Spagna chi la spunterà? Devo dire che la feta ha la meglio con il suo gusto acidulo, ma solo perché in proporzione era di più del chorizo. Ad ogni modo, il sapore morbido del calamaro appena scottato va a nozze con la lieve ruvidezza del cavolo nero, un ortaggio che in questo contesto assume un’allure sofisticata.

La mazzancolla piccante
Questo antipasto, insieme a quello con il baccalà, è sicuramente tra quelli che ordinerò più spesso! La carnosità della mazzancolla alternata alla morbidezza del cavolo romano e alla croccantezza delle scaglie di mandorle tostate danno vita a un’esperienza straordinaria che si fa piccante con la salsa harissa e la composta di bergamotto che avvolgono il palato in una vivace danza di gusti, rimanendo indelebile in bocca. A preparare il palato al prossimo assaggio ci pensa un goccio di Chardonnay siciliano.

Polpo con le patate from USA
A Gaeta, il polpo con le patate è considerato un matrimonio gastronomico indissolubile, ma se questa volta la sposa arrivasse dagli Stati Uniti? È il caso della baked potato, broccoletti, burrata e polpo con paprika affumicata, dove la patata è lavorata in stile americano, cioè in forno, intera ma con un’accortezza particolare: l’uso del burro chiarificato. Questo accorgimento conferisce alla buccia una crosticina sfiziosa, ma senza appesantire il piatto che, inoltre, risulta profumatissimo grazie al polpo insaporito con paprika affumicata. Un’ottima alternativa invernale all’inconfondibile versione estiva del polpo con le patate e parika di Scirocco Bistrot.

I primi di Scirocco Bistrot
Con i primi Giorgia ci ha voluto regalare delle fotografie gastronomiche del suo viaggio in Sicilia. La tradizione e il mare dell’isola riecheggiano nella busiata e nel tagliolino con la colatura di alici.
Dalla Sicilia alle Marche con la busiata palermitana al pesto di paccasassi
Un tripudio di sapori per la busiata al pesto di paccasassi con mazzancolle, guanciale e cacio affumicato. Questo formato di pasta fresca tipica siciliana prende il nome dal buso, cioè il ferro per lavorare la maglia con il quale le si dà la caratteristica forma a riccio allungato. Giorgia la condisce con un ingrediente che ormai è entrato a far parte (per nostra fortuna) di alcuni suoi piatti: il paccasassi, questa volta in versione pesto. Questa erba spontanea, che cresce tra le rocce a picco sul mare della Riviera del Conero, si abbina in modo sublime al pesce. Vi consiglio assolutamente di provare ogni boccone di questo piatto con un pezzetto di mazzancolla perché è in abbinamento con questo crostaceo che il gusto del paccasassi esplode, e voi non potete far altro che desiderarne un altro piatto.

Il tagliolino siculo
La bontà di questo piatto mi ha sconvolto. Il tagliolino con crema di cime di rapa, pinoli, colatura di alici e crumble di pistacchi e pane è sicuramente uno dei miei piatti preferiti di questo menù. Qui emerge il racconto di quella tradizione antica siciliana di estrapolare il succo dalle alici, un distillato sapido e prepotente che in questo piatto assume una morbidezza incredibile insieme alla crema di cime di rapa. E poi i pinoli tostati sono la degna conclusione di ogni boccone.

Il secondo di Scirocco Bistrot
Anche per il secondo è stato scelto un pesce molto utilizzato nella cucina sicula: la lampuga, detto anche Capone. Una curiosità ruota intorno a questo pesce e riguarda la caponata, uno dei piatti della tradizione siciliana. Nell’antichità la caponata era fatta con il Capone (dal quale il piatto prese il nome), poi sostituito con le melanzane.
La lampuga innamorata
Un altro matrimonio d’amore è questo piatto dove il protagonista è la lampuga con carciofo barese, patate novelle dorate, olive di Gaeta e pistacchio. Il carciofo, insieme all’asprezza dell’oliva, armonizza un pesce dalla consistenza piuttosto compatta e dal sapore deciso.

Il dessert di Scirocco Bistrot
Con il dessert finiamo a capofitto nel dolce mondo di Giorgia che, in realtà, non è poi così zuccherino. La chef ci ha abituato da sempre al contrasto dolce/salato e così fa anche con il suo nuovo fine pasto.
Coccola al mascarpone
La mousse al mascarpone con mela cotta, cannella e crumble salato al cacao è il degno fine pasto di questa degustazione. Una cucchiaiata di questo dolce e tutte le tensioni del vostro corpo si sciolgono. Il gusto fondente del mascarpone accarezza il palato, la mela cotta lo conforta e il crumble salato al cacao lo sorprende.

Ecco, la serata trascorsa da Scirocco Bistrot è quella che io chiamo esperienza sensoriale. Se cercate un posto dove mangiare a Gaeta, non potete perdervi il suo nuovo menù!


Un menù semplicemente fantasmagorico,indice di intuito,gusto e professionalita’ unita ad una rara inventiva innovativa !
È proprio così, e sono contenta di essere riuscita a trasmetterle la professionalità e il gusto della chef che l’ha creato 😊